Vicoretro’ 2018

Malgrado qualche imprevisto all’orizzonte, è stato possibile contribuire alla terza edizione di Vicoretrò, evento di retrocomputing organizzato dalla associazione omonima, nella bellissima sede del borgo di Vicopisano. Benché si sia svolto poche settimane dopo il raduno romano, fare un confronto tra i due eventi sarebbe fuori luogo sia per le dimensioni sia per il contesto e gli obiettivi.

Gli organizzatori hanno avuto la bella idea di collocare l’esposizione in concomitanza con la manifestazione Castello In Fiore che celebra la bellezza e la storia del borgo con mostre botaniche, arredo da giardino e le immancabili prelibatezze gastronomiche.

Diversi gli espositori già visti a Roma, tra cui una menzione speciale merita Marco Fanciulli che ha riproposto il progetto di replica del cockpit del modulo di allunaggio Apollo 11.

Io ho portato lo stesso setup del raduno romano, ovvero la SPARCstation LX e la NeXTstation Colo N1200, entrambi con monitor TFT.

Abbastanza ironico che la N1200 funzioni correttamente solo con il monitor Sun Microsystems dotato di sync-on-green.

In vista del Festival 2018

Come già scritto qualche settimana fa, il prossimo weekend del 28-29 Aprile 2018 si svolgerà a Roma il Vintage Computer Festival Italia, il più grande raduno nazionale di retrocomputing. Sarà un evento eccezionale che affiancherà all’esposizione delle macchine storiche anche una serie di interventi di approfondimento con personaggi che hanno fatto la storia del calcolo elettronico.

Saranno esposte oltre 100 macchine uniche, alcuni pezzi rarissimi (compreso un Apple I), la replica del sistema di assistenza al volo dell’Apollo, numerosi computer storici perfettamente funzionanti e utilizzabili.

Tra le personalità ospiti dell’evento la più importante è senza dubbio Lee Felsenstein, noto come “il papà del modem e del Sol 20“, il primo home computer della storia venduto pre-assemblato nel 1976 nonché progettista dell’Osborne One, il primo computer portatile. È stato inoltre il primo moderatore dell’Homebrew Computer Club, quell’incredibile aggreatore di menti brillanti che dalla metà degli Anni ’70 ha innescato la scintilla del calcolo personale (non dimentichiamo che Steve Jobs, Steve Wozniak e Bill Gates passarono da quelle parti). Interverranno poi Gastone Garziera (progettista della storica Olivetti Programma 101), Sandro Graciotti (designer dell’Olivetti M24), Mauro Cuomo (che collaborò con Steve Jobs in qualità di international product manager per l’Europa al lancio del Mac). Coordineranno alcuni dei momenti Corrado Giustozzi e Marco Marinacci, firme storiche di MC-Microcomputer e saranno presenti i rappresentanti di alcuni dei musei dell’informatica del nostro Paese.

Il piccolo contributo del MMCC all’esposizione consiste in una SPARCstation LX e una NeXTstation Color.

Due specialità software saranno liberamente fruibili sulle due macchine: sulla SPARCstation sarà installato LibLab, il libro-laboratorio di Fisica primo esempio al mondo di Apple Java a scopo didattico realizzato da Andrea Mameli nel 1994; sulla NeXTstation, invece, sarà installato il browser Nexus scritto da Tim Berners-Lee e la macchina sarà configurata per connettersi al primo sito web italiano realizzato nel 1991 dal CRS4 di Cagliari (a quel tempo presieduto dal Premio Nobel Carlo Rubbia) e “restaurato” nel 2016 da Gavino Paddeu e Antonio Concas.

Vintage Computer Festival Italia 2018

I prossimi sabato 28 e domenica 29 Aprile 2018 si svolgerà a Roma il Vintage Computer Festival Italia, organizzato dal Vintage Computer Club Italia, seguito ideale del primo raduno Retro Computer Italia (RCI) che si svolse nel 2016. L’evento si terrà nella Sala Nagasawa, ex cartiera Latina nel Parco dell’Appia Antica.

Ci saranno decine di espositori, centinaia di computer storici, conferenze e tanta tanta passione.

Salvo imprevisti, io esporrò due workstation grafiche ad alte prestazioni (d’altri tempi, ovviamente!). Maggiori dettagli a seguire prossimamente.

Vicoretrò 2017

Unico evento del 2017 ho potuto partecipare, Vicoretrò 2017 è stata una bella giornata all’insegna del retrocomputing e della squisita accoglienza toscana.

L’evento si è svolto presso la sede dell’associazione Vicoretrò a Vicopisano (PI), grazioso borgo a pochi chilometri da Pisa.

Onestamente, non saprei dire se ci fossero più espositori (con relativi amici e familiari) o più visitatori, ma poco importa: la giornata è stata molto bella, nei tre aspetti espositivo, seminariale e gastronomico!

Queste le tre macchine con cui ho contribuito all’esposizione: una SPARCstation Voyager 146, una NeXTstation N1100 e una O2.

Purtroppo la SPARCstation Voyager ha manifestato un problema dell’ultimo minuto sul display, dunque non è stato possibile metterla in funzione.  È stata comunque esposta, poiché una macchina piuttosto rara e particolare. Al centro del trio la meravigliosa NeXTstation N1100, simile a quella mostrata al raduno di Roma, ma in questo caso si è trattato di un altro esemplare di provenienza tedesca e monitor in scala di grigi originale.

L’ultima macchina esposta è una Silicon Graphics O2, con in esecuzioni alcune animazioni eccezionali (per l’epoca) e un porting di Doom:

Per problemi logistici non è stato possibile portare il monitor originale CRT Silicon Graphics con schermo Trinitron. Peraltro, oltre al peso e alla difficoltà di conservazione durante l’anno, questi schermi sono piuttosto delicati e il rischio che si corre con trasporti frequenti è che l’elettronica o le plastiche subiscano dei danneggiamenti fatali. Per questo motivo, mi sto organizzando con dei TFT con form factor adeguato (4:3) a bassa risoluzione (1024×768 o 1280×1024 al massimo) e adattatori opportuni (solitamente DB13W3 verso VGA). Di seguito qualche altra foto della manifestazione, con alcune macchine interessanti. Tra tutte un bellissimo Apple II, una replica del mitico Apple I, l’intero set di macchine Atari e una bellissima Programma 101 Olivetti.

Reazioni post-Raduno 2016

Come già detto, il Raduno 2016 è stato un successo sia per il numero di espositori che hanno aderito sia (soprattutto!) per i partecipanti che l’hanno visitato. Diversi anche gli articoli sul web che ne hanno parlato a valle. Riporto di seguito quelli che hanno evidenziato, per così dire, la presenza della NeXT e l’importanza di questa piattaforma nella storia dell’informatica:

Superfluo dire che fa piacere sapere che lo sforzo di restauro di una macchina sia stato apprezzato e questo vale per qualsiasi pezzo e qualsiasi collezionista, che si tratti di una macchina molto rara o di una comunissima.

Appunti sul Primo Raduno RCI 2016

Si è concluso con grande soddisfazione di tutti i partecipanti il Primo Raduno Nazionale del Retrocomputer Club Italia, per gli amici degli hashtag #radunorci2016. È stata una bella esperienza, divertente e in un certo senso formativa. Ho partecipato per anni all’organizzazione del Linux Day con il GULCh (Gruppo Utenti Linux Cagliari), ma quella dei giorni scorsi è la prima volta in cui ho partecipato ad un evento di retrocomputing come espositore.

Durante e a valle dell’evento, ho appuntato e distillato alcune riflessioni che potranno aiutare a migliorare la mia partecipazione ad esposizioni successive. Ho pensato di condividerle in questo blog perché credo possano essere utili anche ad altri appassionati che contribuiscono alle varie mostre e raduni. Alcune sono semplici constatazioni, altre sono – per così dire – raccomandazioni:

  • Iniziamo dalla preparazione. L’espositore dovrebbe visitare la mostra prima che questa inizi. Ovviamente non potrà vedere tutto, ma almeno “il grosso” dovrebbe vederlo quando ancora l’evento non è aperto al pubblico. Dovrebbe farlo per due motivi: in primo luogo, non dovrebbe girare per la mostra durante l’apertura al pubblico, mentre deve garantire la presenza presso la propria postazione, così da essere a disposizione dei visitatori per spiegazione, per aiuto, per recuperare un improvviso malfunzionamento; in secondo luogo, conoscendo il resto dell’esposizione, potrà suggerire al visitatore su quali altri pezzi soffermarsi. Nel caso della NeXT, ad esempio, mi è stato utile poter indicare ai visitatori la posizione dell’Acorn A3010 (macchina economica coeva della NeXTstation) e della SGI Indy (macchina successiva, ma della stessa fascia di mercato).
  • Il setup della macchina deve essere coerente: a tutti coloro che si sono soffermati sulla NeXT ha “disturbato” il fatto che il monitor non fosse originale (il pesante CRT MegaPixel che ho mantenuto nel caveau per evidenti problemi di spazio a casa). Benché il TFT Philips fosse adeguato, della stessa dimensione del monitor originale (17″) e addirittura con proporzioni pressoché quadrate come il CRT originale, avere il monitor originale avrebbe fatto la differenza. Ben vengano, dunque, le configurazioni perfette con tutti gli accessori originali. Eventuali hack o soluzioni di fortuna dovrebbero essere mantenuti a latere, evidenziando, appunto, che si tratta di evoluzioni successive.
  • La macchina deve (dovrebbe…) essere il top: direi un abbondante 50% di coloro che si sono seduti a provare la NeXTstation hanno chiesto come mai non avessi portato la versione Color oppure il Cube. Il secondo non lo possiedo; la prima sì, ma ho deciso di restaurare prima la monocromatica che ho acquisito prima. In generale, il fatto che volessero vedere quella a colori è stato il più ricorrente. Qualcuno mi ha detto: “è più attraente un monitor a fosfori verdi piuttosto che lo schermo grigio”. Qualche altro pensava che fosse impossibile che la NeXT fosse monocromatica e che il problema fosse nel monitor o nel cavo. Insomma, per la prossima mostra dovrò sistemare la Color, non c’è scampo. Il pubblico cerca macchine vecchie ma che esprimano grandezza nel proprio periodo storico.
  • Ho constatato che persone diverse cercavano cose diverse da provare: i più giovani guardavano le applicazioni e l’ambiente di sviluppo, mentre quelli più maturi che hanno vissuto la transizione BBS-Internet erano più affascinati dal vedere il browser di Tim Berners-Lee e il sito del CRS4. Qualcuno provava gli scacchi. Altri hanno aperto la shell alla ricerca del sottobosco Unix con in quale fare qualche giochetto. Insomma, occorre prepararsi ad un pubblico molto molto eterogeneo.

  • Ho portato due libri (“The NeXT Book” e “Developing NeXTSTEP Applications”): qualcuno li ha sfogliati, ma senza troppa convinzione. Sicuramente quello sullo sviluppo è stato il più consultato, quello sulla configurazione del sistema era pressoché inutile. Più persone, invece, hanno sfogliato la stampa della recensione di MC Microcomputer. In generale, aggiungere un supporto cartaceo dell’epoca è utile per dare colore e completezza all’esposizione, ma non credo sia necessario dotarsi di moltissimi manuali. Eventualmente, potrebbe aver senso mostrare la Reference Guide per il sistemista e lo sviluppatore. Non saprei dire, alla fine, se sia davvero utile portare dei testi.
  • Come dicevo in apertura, è fondamentale la presenza di qualcuno che racconti la macchina e la sua storia. In tanti si sono avvicinati con domande specifiche, altri guardavano spaesati ed è stato compito mio (e di Raffaele Terribile che mi ha dato una mano) incuriosirli, invitandoli a provare la macchina, raccontandone la storia e mostrando le cose più interessanti.
  • Laddove non fosse possibile spiegare a tutti la storia della macchina e il suo valore nell’esposizione (perché non c’è tempo, perché si sta parlando con altri, perché il visitatore non ha voglia di stare a sentire la storia ma preferisce leggere), è importante prevedere della stampe che raccontino la storia e che il visitatore possa portarsi via. Basta un foglio A4 piegato a libretto (quattro paginette A5) abbastanza sintetico e attraente per arricchire la partecipazione dei visitatori.
  • Occorre preparare delle demo. Come anticipato, avevo predisposto il browser di Tim Berners-Lee e il link al sito del CRS4, ma a quanto pare non è stato sufficiente. Alcuni visitatori avrebbero voluto provare altre applicazioni in particolare quelle per cui la NeXT dava il meglio di sè (editoria, grafica, calcolo scientifico…).

Chiudo con questa foto di Marco Fanciulli, grande esperto delle macchine Commodore PET, che scatta una foto storica al primo sito web italiano del CRS4, raggiungibile su http://history.crs4.it.

Primo browser e primo sito web italiano su NeXT

(questo non è un pesce d’aprile)

Domani e dopodomani, 2-3 Aprile 2016, si svolgerà a Roma il Primo Raduno Nazionale del Retrocomputing Club Italia, di cui ho già scritto qualche settimana fa.

Al raduno porterò la NeXTStation N1100, con la SoundBox e (purtroppo!) un triste monitor LCD Philips. Dico purtroppo perché non mi è stato possibile trasportare il grosso monitor NeXT MegaPixel Display da 17″ dal caveau in Sardegna sino alla Capitale.

In occasione dell’evento, per rendere più ricca la condivisione con coloro che visiteranno la mostra, ho installato sulla N1100 il browser Nexus (che inizialmente si chiamava World-Wide Web) scritto da Tim Berners-Lee… mentre inventava il web! Ovviamente il Nexus non è in grado di visualizzare i siti moderni (ma neppure quelli piuttosto datati), sia per complessità delle pagine, sia per la presenza di componenti ignote ai quei tempi (CSS, Javascript), sia per il supporto al solo HTTP 1.0, che rende pressoché impossibile (salvo intervenire con un proxy nel mezzo, ndr) accedere ai moderni siti virtualizzati su una singola istanza di Apache.

L’ideale sarebbe stato avere il primo browser della storia con il primo sito web italiano della storia…

Ho dunque contattato gli ex-colleghi del CRS4 (Andrea Mameli, Gavino Paddeu, Paolo Sirigu, Pietro Zanarini e Antonio Concas per l’indispensabile supporto sistemistico), i quali hanno riesumato a tempo record l’homepage del CRS4 di quegli anni (credo si tratti della home del 1993) che si vede perfettamente. Ecco qui di seguito uno screenshot del Nexus che mostra la pagina del CRS4 raggiungibile all’indirizzo http://history.crs4.it/

Una curiosità: nel pannellino informativo del Nexus, Tim Berners-Lee definisce il proprio lavoro “An exercise in global information availability”. Un esercizio che, davvero, ha cambiato il mondo.

I° RADUNO NAZIONALE del RETROCOMPUTER CLUB ITALIA

Salvo imprevisti dell’ultimo momento, io e la N1100 parteciperemo all’evento “Quando il computer divenne personal”, Primo Raduno Nazionale del Retrocomputer Club Italia, che si svolgerà a Roma i prossimi 2-3 Aprile 2016. Credo sia il primo evento di questo tipo nel centro Italia; solitamente gli appassionati si radunano a Firenze o Brusaporto oppure sulla costa adriatica. L’evento, organizzato da Paolo Cognetti (autore del famoso libro che dà il nome all’evento), si svolgerà presso i locali del Liceo Scientifico “G. Keplero” in Via Delle Vigne 156 a Roma nelle giornate di Sabato 2 Aprile 2016 (dalle 14:00 alle 19:00) e Domenica 3 Aprile 2016 (dalle 10:00 alle 14:00).

Questo raduno è l’occasione per celebrare il trentennale di MC-Link, storica BBS sviluppata e sostenuta dalla redazione di MC-Microcomputer. Un vero pezzo di storia della telematica italiana (per me irraggiungibile all’epoca, purtroppo).

L’evento si preannuncia molto ricco e interessante: ci saranno espositori da tutta Italia, che porteranno macchine storiche come i Commodore PET, l’Altair 8800, plotoni di Amiga e console da gioco, collezioni di Sinclair e di tutte le altre marche più famose. Spero ci sia anche qualcuno che espone macchine Atari ST (compresi i rari Falcon, ad esempio), che spesso mancano in eventi come questo.

Come dicevo, porterò la NeXTStation N1100 con la SoundBox, un monitor TFT di supporto e alcuni manuali sulla piattaforma NeXT. Mi sarebbe piaciuto organizzarmi per portare il monitor MegaPixel originale, ma purtroppo mi è stato impossibile spostarlo a Roma in tempo: nel caso di oggetti ingombranti come un monitor CRT, non è banale organizzarne sia lo spostamento che l’alloggio nella Capitale. Comunque, meglio di niente!